Quando chiedete un preventivo a un fotografo di matrimonio, probabilmente una delle prime cose che volete capire è molto semplice: cosa comprende esattamente il servizio fotografico?
È una domanda più importante di quanto possa sembrare.
Perché due preventivi possono indicare entrambi “servizio fotografico di matrimonio”, magari entrambi per dieci ore, ma comprendere lavori molto diversi.
C’è chi considera principalmente la presenza del fotografo durante la giornata. C’è chi comprende uno o due fotografi. C’è chi consegna tutte le fotografie semplicemente corrette, chi realizza una selezione molto più accurata, chi include album, anteprime, servizi prematrimoniali o altri prodotti.
Per questo, prima ancora di confrontare i prezzi, secondo me bisognerebbe capire che cosa state realmente acquistando.
E soprattutto ricordare una cosa: il servizio fotografico non comincia quando arrivo a casa vostra la mattina del matrimonio e non termina quando ripongo le macchine fotografiche a fine serata.
Una parte importante del mio lavoro avviene prima. E un’altra parte, probabilmente ancora più lunga, avviene dopo.
Prima del matrimonio: capire cosa è importante per voi
Per me il servizio fotografico comincia molto prima del giorno delle nozze. Comincia quando ci conosciamo. Durante i primi incontri cerco di capire che matrimonio state organizzando, che tipo di persone siete e soprattutto che cosa vi aspettate dalle fotografie.
Non tutte le coppie vogliono la stessa cosa.
Ci sono sposi che non vogliono praticamente nessuna fotografia in posa e altri che mi dicono subito: “Per me è fondamentale avere una fotografia da sola con mia madre, una con mio padre e una con mia sorella”.
Ci sono coppie che vogliono passare pochissimo tempo lontano dagli invitati e altre che desiderano dedicare maggiore attenzione alle fotografie di coppia.
Non esiste una scelta giusta o sbagliata.
Esiste quello che per voi sarà importante ricordare tra dieci, venti o trent’anni.
Per questo prima del matrimonio faccio molte domande e prepariamo insieme le informazioni necessarie per conoscere persone, relazioni, sorprese e momenti che non devono essere persi.
Il fotografo può essere molto bravo a osservare, ma non può sapere che quella signora seduta in seconda fila è la vostra nonna, che quell’amico arrivato dall’Australia è per voi come un fratello o che vostro padre sta preparando di nascosto un discorso.
Sapere queste cose cambia il modo in cui posso osservare la giornata.
Le fotografie della preparazione
Il racconto normalmente comincia con i preparativi. E non significa semplicemente fotografare il vestito appeso, le scarpe, gli anelli o il momento del trucco.
Durante la preparazione iniziano già a succedere moltissime cose.
Una madre che osserva sua figlia mentre indossa il vestito. Un padre che entra nella stanza e cerca di nascondere l’emozione. Gli amici dello sposo che scherzano mentre si preparano. Un momento di tensione. Una risata improvvisa.
Sono fotografie che, viste singolarmente, possono sembrare piccoli episodi. Ma tutte insieme servono a costruire l’inizio della storia.
Per me, però, essere presente durante la preparazione ha anche un’altra funzione molto importante: serve a rompere il ghiaccio. Sono le prime ore che trascorro insieme agli sposi, alle famiglie e agli amici più stretti. È il momento in cui cominciamo a conoscerci davvero, in cui capisco le dinamiche familiari, chi sono le persone più vicine agli sposi, chi scherza continuamente, chi è più riservato e chi invece si emoziona facilmente.
Allo stesso tempo anche gli invitati cominciano a capire come lavoro.
Si accorgono presto che non sono lì per interrompere continuamente quello che stanno facendo o per chiedere a tutti di mettersi in posa. Capiscono che preferisco osservare, muovermi con discrezione e cogliere quello che succede spontaneamente. Questo cambia moltissimo il resto della giornata.
Più le persone si sentono tranquille in mia presenza, meno pensano alla macchina fotografica. E meno pensano alla macchina fotografica, più continuano a comportarsi normalmente, a parlare, ridere, abbracciarsi e vivere quello che sta succedendo. Ed è proprio in quelle situazioni che nascono le fotografie che cerco.
Per questo considero la preparazione non soltanto l’inizio cronologico del servizio fotografico, ma anche il momento in cui si costruisce quel rapporto di fiducia che mi permetterà, nelle ore successive, di fotografare le persone in maniera molto più naturale.
La cerimonia
La cerimonia è naturalmente uno dei momenti centrali del matrimonio.
Ci sono alcuni passaggi che devono necessariamente essere documentati: l’arrivo, gli ingressi, gli sguardi degli sposi, lo scambio delle promesse o delle fedi, le firme, l’uscita.
Ma per me fotografare una cerimonia non significa fare semplicemente la fotografia di ogni passaggio previsto dal rito.
Mentre voi guardate l’altare, alle vostre spalle vostra madre potrebbe commuoversi. Vostro padre potrebbe stringere la mano a vostro fratello. Un’amica potrebbe ridere per qualcosa che avete detto.
Il matrimonio succede contemporaneamente in molti punti diversi.
Ed è proprio qui che entra in gioco il reportage.
Non mi interessa soltanto fotografare quello che accade agli sposi, ma anche quello che accade intorno a loro.
Perché quando riguarderete le fotografie potreste scoprire momenti che, quel giorno, non avevate nemmeno visto.
Le fotografie di coppia
Quasi sempre durante la cerimonia dedichiamo un momento anche alle fotografie degli sposi.
Ma personalmente non amo trasformarlo in uno shooting infinito. Non credo che dobbiate sparire per due ore dal vostro matrimonio per avere delle belle fotografie. Preferisco trovare un momento adatto, possibilmente con una bella luce, e lavorare in maniera semplice lasciandovi il più possibile liberi di stare insieme.
A volte bastano venti minuti. A volte utilizziamo due piccoli momenti diversi durante la giornata. Molto dipende dalla location, dalla luce, dagli orari e soprattutto da voi.
Il mio obiettivo non è portarvi via dalla festa. È esattamente il contrario.
Il giorno dopo il matrimonio dovreste ricordarvi dei vostri amici, della vostra famiglia e di quanto vi siete divertiti. Non del fotografo.
Gli invitati fanno parte del racconto
Una delle cose a cui tengo maggiormente sono le fotografie delle persone.
Il matrimonio non è soltanto la storia di due sposi. È anche la storia delle persone che hanno deciso di trascorrere quella giornata insieme a loro. Genitori, nonni, fratelli, amici, colleghi, bambini.
Per questo durante aperitivo, ricevimento e festa cerco continuamente relazioni, gesti, abbracci, conversazioni e situazioni spontanee.
Preferisco fotografare vostro padre mentre ride con i suoi amici piuttosto che chiedergli continuamente di guardare verso la macchina fotografica. Preferisco fotografare vostra nonna mentre vi abbraccia piuttosto che costruire artificialmente quel momento.
Naturalmente questo non significa che le fotografie di famiglia non debbano esistere.
Se per voi è importante avere una fotografia con i genitori, con i nonni, con i fratelli o con i testimoni, la facciamo.
Il reportage non dovrebbe diventare una regola così rigida da impedirvi di avere fotografie che un giorno potrebbero essere importantissime.
Il ricevimento e la festa
Durante il ricevimento il lavoro diventa ancora più imprevedibile.
Discorsi, brindisi, sorprese, scherzi degli amici, balli, abbracci, bambini che corrono, persone che non si vedevano da anni.
Non esiste una scaletta fotografica capace di prevedere tutto questo.
Naturalmente ci sono momenti programmati, come l’ingresso degli sposi, il primo ballo, il taglio della torta o eventuali sorprese.
Ma spesso le fotografie che diventeranno più importanti nascono nel mezzo. Sono quei piccoli episodi che durano pochi secondi e che bisogna essere pronti a vedere.
È anche per questo che considero fondamentale conoscere prima il programma del matrimonio e sapere se sono previste sorprese o momenti particolari.
Il servizio fotografico non finisce quando termina il matrimonio
Questa è probabilmente la parte meno visibile del lavoro. Terminato il matrimonio, comincia un’altra fase molto importante: la selezione delle fotografie.
Durante una giornata vengono realizzati moltissimi scatti. Non tutti devono essere consegnati e soprattutto non tutti servono alla storia. Ci possono essere immagini quasi identiche, occhi chiusi, prove di esposizione, fotografie tecnicamente non riuscite oppure semplicemente fotografie che non aggiungono niente al racconto.
Il mio lavoro consiste anche nello scegliere.
Costruire una galleria significa decidere quali immagini servono davvero per farvi rivivere quella giornata senza sommergervi di fotografie ripetitive.
Non credo che il valore di un servizio possa essere misurato semplicemente dicendo: “Vi consegno 1.000 fotografie invece di 700”.
Preferisco chiedermi se quelle fotografie riescono davvero a raccontare ciò che è successo.
La post-produzione
Dopo la selezione arriva la post-produzione. Ogni fotografia scelta viene lavorata per ottenere coerenza di luminosità, colore, contrasto e atmosfera.
La post-produzione, almeno nel mio modo di intendere la fotografia di matrimonio, non dovrebbe trasformare quello che avete vissuto. Non dovrebbe rendere il cielo completamente diverso, modificare continuamente le persone o creare un matrimonio che nella realtà non esisteva. Deve valorizzare le fotografie mantenendole credibili.
Anche il bianco e nero fa parte di queste scelte. Alcune immagini acquistano molta più forza eliminando il colore, perché l’attenzione si concentra su un gesto, uno sguardo o un’emozione. Ma quando possibile preferisco conservare anche la fotografia a colori, in modo che una scelta estetica fatta oggi non vi impedisca domani di avere anche la versione più fedele alla scena originale.
La consegna delle fotografie
Una volta terminato il lavoro, arriva finalmente il momento in cui potete vedere il matrimonio attraverso il mio punto di vista.
La consegna non è semplicemente una cartella piena di file. È il risultato di tutto il processo precedente: conoscervi, fotografare, osservare, scegliere e post-produrre.
Le fotografie vengono organizzate in una galleria che vi permette di riguardare la giornata dall’inizio alla fine e di conservarne le immagini in alta qualità.
Ed è spesso proprio in questo momento che gli sposi scoprono quanto sia successo intorno a loro senza che se ne accorgessero.
Per me una delle cose più belle è proprio questa. Farvi vedere anche il matrimonio che non avete visto.
Album, video, prematrimoniale e altri servizi sono compresi?
Qui bisogna fare attenzione.
Non tutto ciò che può essere associato a un servizio fotografico è necessariamente compreso nel prezzo.
Album, secondo fotografo, servizio prematrimoniale, servizio post-matrimoniale, photobooth, video, drone o altri servizi possono essere inclusi in alcuni pacchetti oppure aggiunti separatamente.
È uno dei motivi per cui consiglio sempre di non confrontare due fotografi guardando soltanto il prezzo finale.
Un preventivo da 1.500 euro e uno da 2.000 euro potrebbero sembrare molto distanti finché non scoprite che comprendono persone, tempi, servizi e prodotti completamente differenti.
Prima di confrontare i prezzi bisognerebbe quindi confrontare che cosa viene effettivamente offerto.
Quindi, cosa state realmente pagando?
Quando scegliete un fotografo di matrimonio non state pagando soltanto qualcuno che possiede una buona macchina fotografica e sarà presente per otto, dieci o dodici ore.
State pagando il lavoro che viene fatto prima per conoscere il vostro matrimonio.
L’esperienza necessaria per capire dove stare e soprattutto quando non interferire.
La capacità di anticipare un momento.
L’attenzione verso le persone che per voi sono importanti.
La selezione di migliaia di immagini.
La post-produzione.
La costruzione e la consegna del racconto finale.
E naturalmente state scegliendo anche un modo di vedere il vostro matrimonio.
Perché se mettessimo dieci fotografi nella stessa stanza durante lo stesso matrimonio, probabilmente otterremmo dieci racconti differenti.
Ed è proprio per questo che, prima ancora di chiedere “cosa comprende il pacchetto?”, secondo me dovreste farvi un’altra domanda:
“È così che vorremmo ricordare il nostro matrimonio?”