Il bianco e nero ha qualcosa di immediatamente affascinante. Una fotografia senza colore viene spesso percepita come più elegante, più intensa, forse anche più “fotografica”. Nel matrimonio, poi, funziona particolarmente bene perché riesce a togliere molte informazioni dall’immagine e a lasciare soltanto ciò che conta davvero.
Ma questo non significa che una fotografia in bianco e nero sia automaticamente migliore della stessa fotografia a colori.
Per me il punto non è scegliere tra colore e bianco e nero. Il punto è capire che cosa vogliamo guardare in quella fotografia.
Il colore racconta molte cose. A volte persino troppe
Il colore è una parte importante del ricordo di un matrimonio.
Il colore dei fiori che avete scelto, quello dell’abito delle damigelle, il verde della location, la luce calda del tramonto, le decorazioni dei tavoli, il cielo, gli abiti degli invitati. Sono tutte informazioni che, tra dieci o vent’anni, potrebbero aiutarvi a ricordare esattamente com’era quella giornata.
Per questo amo molto il colore e credo che debba avere un ruolo fondamentale nel racconto di un matrimonio.
Ma c’è anche un altro aspetto.
Il nostro occhio viene inevitabilmente attirato dai colori. Una persona con una giacca rossa sullo sfondo, un’insegna particolarmente accesa, una luce colorata durante la festa o semplicemente tanti elementi cromaticamente molto diversi tra loro possono competere con ciò che sta realmente accadendo nella fotografia.
Immaginate una fotografia in cui vostro padre e vi sta abbracciando pochi minuti prima della cerimonia.
Quello che vorrei guardaste è quell’abbraccio.
Il suo viso, il vostro sguardo, le mani, la tensione di quel momento.
Se però dietro di voi c’è un ambiente piena di oggetti, persone, fiori e colori molto forti, una parte della nostra attenzione viene inevitabilmente dispersa.
Ed è qui che il bianco e nero può diventare straordinariamente efficace.
Il bianco e nero elimina informazioni
Quando togliamo il colore da una fotografia succede qualcosa di interessante: rimangono maggiormente le forme, la luce, i gesti e soprattutto le persone.
Non vuol dire rendere una fotografia più emozionante artificialmente. Un momento che non significa nulla a colori continuerà probabilmente a non significare nulla anche in bianco e nero.
Il bianco e nero non crea l’emozione.
Può però aiutarci a vederla meglio.
Se in una fotografia c’è un padre che guarda sua figlia entrare in chiesa, un’amica che scoppia a ridere durante un discorso o due persone che si stringono la mano sotto il tavolo senza sapere di essere fotografate, eliminare il colore può concentrare completamente l’attenzione su quel piccolo gesto.
Tutto ciò che stava intorno passa un po’ in secondo piano.
Rimane l’azione.
Rimane il soggetto.
Rimane il momento.
Ed è probabilmente questa la ragione per cui alcune fotografie di matrimonio sembrano acquistare una forza particolare quando vengono trasformate in bianco e nero.
Non tutte le fotografie devono essere in bianco e nero
Allo stesso tempo credo che sarebbe un errore pensare che il bianco e nero sia sempre la scelta più elegante o più artistica.
Ci sono fotografie nelle quali il colore è parte integrante dell’immagine.
Pensiamo a una cerimonia all’aperto al tramonto, a una tavola particolarmente curata, ai fiori scelti per il matrimonio, a un cielo incredibile oppure alla luce della festa. In questi casi eliminare il colore potrebbe significare eliminare una parte importante del ricordo.
Il problema nasce quando il bianco e nero viene utilizzato quasi come un filtro estetico: una fotografia sembra più bella senza colore e quindi viene consegnata soltanto in quella versione.
Io preferisco ragionare diversamente.
Perché preferisco consegnare prima la fotografia a colori
C’è una cosa che considero importante: una volta eliminato il colore dalla fotografia che consegno agli sposi, sto prendendo una decisione anche per loro.
Magari oggi quella fotografia vi piace moltissimo in bianco e nero.
Ma fra dieci anni potreste voler ricordare il colore del vestito di vostra madre.
Potreste voler vedere esattamente com’era il bouquet.
Oppure potreste semplicemente preferire quella fotografia nella sua versione originale.
Per questo il mio approccio è molto semplice: preferisco che le fotografie siano disponibili a colori e che alcune immagini particolarmente adatte possano poi avere anche una versione in bianco e nero.
Non credo che gli sposi debbano essere costretti a scegliere per sempre tra una versione e l’altra.
Se una fotografia funziona particolarmente bene in bianco e nero, possiamo avere entrambe.
La fotografia a colori rimane il documento completo di quello che c’era davanti alla macchina fotografica. Il bianco e nero diventa invece una seconda interpretazione di quel momento.
E questa differenza, secondo me, è importante.
Il bianco e nero dovrebbe avere un motivo
Quando scelgo una fotografia da trasformare in bianco e nero non mi interessa semplicemente farla sembrare più elegante.
Cerco di capire se eliminando il colore sto realmente migliorando la lettura dell’immagine.
Il mio sguardo arriva più velocemente sulle persone?
Il gesto diventa più evidente?
L’espressione acquista più forza?
Lo sfondo diventa meno invadente?
Se la risposta è sì, allora probabilmente quella fotografia ha senso anche in bianco e nero.
Se invece il colore contribuisce alla storia, non vedo nessuna ragione per eliminarlo soltanto perché il bianco e nero viene percepito come più “artistico”.
Una bella fotografia non ha bisogno del bianco e nero per diventare bella.
Colore e bianco e nero non sono due stili opposti
Alla fine credo che questa sia la cosa più importante.
Non vedo il colore e il bianco e nero come due modi alternativi di fotografare un matrimonio. Sono due modi diversi di leggere la stessa fotografia.
Il colore può raccontare com’era quel momento.
Il bianco e nero, in alcuni casi, può aiutarci a concentrarci maggiormente su cosa stava accadendo.
Ed è per questo che preferisco non obbligare gli sposi a scegliere.
Conserviamo il colore, perché fa parte del ricordo.
E quando una fotografia merita di essere liberata da tutto ciò che potrebbe distrarre dallo sguardo, dal gesto o dall’emozione, allora possiamo regalarle anche una seconda vita in bianco e nero.
Perché tra vent’anni potreste amare entrambe le versioni, ma sarebbe un peccato scoprire di poter vedere soltanto quella che qualcun altro ha scelto per voi.






































