È una delle domande che una coppia dovrebbe farmi prima del matrimonio. Perché quando fotografi un matrimonio ci sono momenti che, semplicemente, non possono essere rifatti. L’ingresso in chiesa, lo sguardo di vostro padre prima di accompagnarvi, un abbraccio con vostra madre, la reazione degli amici durante un discorso, vostro nonno che vi guarda da lontano. Se non li fotografi quando accadono, sono persi. Ma c’è anche un’altra questione, forse ancora più importante: come faccio io a sapere quali sono i momenti davvero importanti per voi Ed è qui che, secondo me, comincia il lavoro di un fotografo di matrimonio.
Non posso sapere cosa conta per voi se non ve lo chiedo
Ogni matrimonio ha alcuni momenti abbastanza prevedibili. So che ci sarà un ingresso, uno scambio degli anelli, probabilmente un taglio della torta. L’esperienza serve anche a questo: ad anticipare quello che sta per accadere e a trovarsi nel posto giusto prima che accada. Ma questo non basta. Perché posso conoscere perfettamente lo svolgimento di un matrimonio, ma non conosco ancora la vostra famiglia, i vostri rapporti e le vostre priorità. Per questo prima del matrimonio parlo molto con le coppie. Faccio domande, ascolto e cerco di capire non soltanto come sarà organizzata la giornata, ma soprattutto che cosa vorreste ritrovare nelle fotografie tra dieci o vent’anni. C’è chi mi dice: “Alessandro, noi non vogliamo assolutamente perdere mezz’ora a fare le fotografie con tutti i parenti.” Perfetto. E c’è chi invece mi dice: “Per me è importantissimo avere una fotografia da sola con mia madre, una con mio padre e una con mia sorella.” Perfetto anche questo. Non esiste una scelta giusta e una sbagliata. Esiste quello che conta per voi. Il mio compito è scoprirlo prima.
La scheda delle fotografie che non devono mancare
È proprio per questo che, prima del matrimonio, compiliamo insieme una scheda nella quale vi chiedo di indicarmi le fotografie e le persone che per voi sono particolarmente importanti. Non è una “lista di scatti” che trasforma il matrimonio in una sequenza di fotografie da spuntare una dopo l’altra. Sarebbe esattamente il contrario del mio modo di lavorare. È uno strumento che mi permette di conoscervi meglio. Se vostra nonna ha 90 anni e per voi è fondamentale avere una bella fotografia insieme a lei, voglio saperlo. Se i vostri genitori sono separati e preferite evitare determinate fotografie di gruppo, voglio saperlo. Se vostro fratello vive dall’altra parte del mondo ed è tornato in Italia appositamente per il matrimonio, voglio saperlo. Se avete quattro amici che sono praticamente dei fratelli e desiderate assolutamente una fotografia tutti insieme, voglio saperlo. Sono informazioni che per voi possono sembrare scontate perché conoscete quelle persone da tutta la vita. Per me, che entro nella vostra storia quel giorno, non lo sono. Ecco perché ve le chiedo.
Le foto di famiglia sono l’esempio perfetto
Le fotografie di famiglia sono probabilmente il modo più semplice per spiegare questo concetto. Ci sono coppie che non le amano particolarmente. Vogliono magari una fotografia con i genitori e poi preferiscono tornare immediatamente dagli invitati. Io non ho nessun problema. Anzi, se so che questa è la vostra priorità, cercherò di rendere quel momento il più veloce possibile. Altre coppie invece attribuiscono a quelle fotografie un valore enorme. Vogliono una foto con entrambi i genitori, poi soltanto con la mamma, soltanto con il papà, con i fratelli, con i nonni. E anche questo va benissimo. Il problema nascerebbe se lo scoprissimo dopo il matrimonio. Se per voi avere una fotografia da soli con vostra madre era importantissimo e io non lo sapevo, potrei aver raccontato benissimo la giornata e aver comunque perso qualcosa che per voi aveva un valore enorme. È esattamente quello che voglio evitare.
Ci sono poi fotografie che non potete chiedermi
Naturalmente la scheda è soltanto una parte del lavoro. Perché alcune delle fotografie più importanti del vostro matrimonio probabilmente oggi non sapreste nemmeno indicarmele. Non potete scrivere in una lista: “Fotografa mia madre quando mi guarda mentre non me ne accorgo.” Non potete sapere che durante la cena vostro padre abbraccerà vostro fratello. Non potete prevedere la reazione di un’amica durante un discorso o vostro nonno che si metterà a ballare. Quelle fotografie dipendono dall’esperienza, dall’attenzione e dalla capacità del fotografo di osservare continuamente ciò che succede. Ed è qui che entra in gioco il mio modo di raccontare un matrimonio. Io devo sapere quali sono le fotografie che sapete già di volere, ma allo stesso tempo devo essere abbastanza libero e attento da trovare quelle che ancora non sapete di volere. Spesso sono proprio queste ultime a diventare le più importanti.
Non posso promettervi che fotograferò ogni singolo istante
Credo sia importante essere sinceri anche su questo. Un matrimonio è una giornata viva. Succedono contemporaneamente decine di cose e nessun fotografo può promettere di registrare letteralmente ogni secondo di quello che accade. Quello che posso fare è ridurre enormemente la possibilità di perdere ciò che conta davvero. Lo faccio con l’esperienza, imparando ad anticipare i momenti. Lo faccio conoscendo il programma della giornata. Lo faccio parlando con voi. E soprattutto lo faccio cercando di capire chi siete e cosa è importante per voi. Perché due matrimoni possono svolgersi nella stessa chiesa, nella stessa location e perfino con lo stesso numero di invitati, ma non saranno mai lo stesso matrimonio.
Prima di fotografare il vostro matrimonio devo conoscere un po’ della vostra storia
Quando vi faccio tante domande prima del matrimonio non è perché voglio complicare l’organizzazione. È esattamente il contrario. Voglio arrivare quel giorno sapendo già abbastanza di voi da potervi lasciare tranquilli. Voglio sapere chi sono le persone che non possono mancare nel vostro racconto. Voglio sapere se amate le fotografie di famiglia oppure se preferite farne pochissime. Voglio sapere se c’è qualcuno a cui tenete particolarmente, se ci sarà una persona che vedete raramente, se avete preparato una sorpresa o se esiste una fotografia che immaginate da sempre. Poi, il giorno del matrimonio, vorrei che vi dimenticaste di tutto questo. Anche di me. Perché il lavoro fatto insieme prima serve proprio a permettermi di essere più discreto durante. Voi dovete vivere il matrimonio. Io devo sapere cosa guardare. E quando, anni dopo, riguarderete quelle fotografie, spero che dentro quel racconto troviate non soltanto i momenti importanti di un matrimonio. Ma i momenti importanti del vostro matrimonio.